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Le briccole veneziane e Antico Trentino

La città di Venezia è inserita in un vasto sistema lagunare, fatto di isole e canali. La regolamentazione della navigazione in questo difficile tratto di mare è da sempre un aspetto importante della vita in questo territorio. Come per una grande città di pianura è fondamentale avere un buon sistema stradale, che garantisca un’adeguata distribuzione del traffico e un elevato grado di sicurezza, così per una città come Venezia un sistema di canali navigabili assume un ruolo di primaria importanza.

I pilastri su cui si regge l’organizzazione del traffico navale in laguna sono le briccole (nella nomenclatura marinara internazionale prendono il nome di “duc d’albe”, “dalben” o “dolphin”), un insieme di tre pali conficcati nel terreno ed emergenti dall’acqua per parte della loro lunghezza, utilizzati per delimitare i canali navigabili.

Questi pali numerati forniscono ai naviganti una serie di informazioni riguardanti la profondità del fondale, l’alternarsi delle maree, ecc. La laguna è letteralmente costellata da queste briccole, ma il loro numero esatto non è conosciuto, anche se stime attendibili parlano di una quantità compresa tra le 60.000 e le 90.000 unità. Come i pilastri che sostengono gli edifici di Venezia, i pali che compongono le briccole sono realizzati prevalentemente in legno di quercia europea, hanno una lunghezza media di 10 – 15 metri e un diametro compreso tra 35 e 50 cm. Una volta esausti devono essere sostituiti, per evitare che, spezzandosi, diventino un pericolo per la navigazione.

Da anni le briccole vengono realizzate con legni provenienti da Francia e Germania, Paesi con foreste certificate FSC e PEFC, la cui massa legnosa è in continua espansione.

La "teredine"

Le briccole hanno un nemico ben peggiore del tempo: la teredine (Teredeo Navalis), conosciuta anche come “verme marino”, un mollusco che vive in acque salmastre e che si nutre di legno. Fin dall’antichità è stato il terrore di tutti i naviganti, essendo in grado di distruggere in poco tempo strutture portuali e scafi di imbarcazioni. Ma sono proprio gli attacchi delle teredini a rendere le briccole esauste una materia prima apprezzata dai migliori designer del mondo, perfetta per la realizzazione di esclusivi pavimenti in legno.